--> Monte Castellana Monte Nero
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Sentiero. Sviluppo complessivo, lunghezza: 13.500 metri. Accessi: uno a quota 678 m s.l.m. , nei pressi del Monastero delle Clarisse, sulla strada asfaltata che collega "Viale Padre Pio" - nella zona Santuario - con Monte Castellana, l'altro a quota 950 m s.l.m. circa, vicino alle aree di sosta realizzate in prossimitàdella stessa strada, sull'altopiano di Montenero. I percorsi sono particolarmente panoramici, con possibilitàin caso dì bel tempo di ampie vedute: a sud-est sul Golfo di Manfredonia; a sud sul Tavoliere foggiano con i Monti della Daunia; ad ovest sull'Appennino Abruzzese con i Monti della Maiella; a nord, invece, il Lago di Varano e l'arcipelago delle Tremiti; a nord-est, infine, si osservano "Piano di Grava", le "Murae" e Monte Calvo.Gradi di difficoltà: percorsi facili, tranne che per i tratti in salita, di alcune centinaia di metri di lunghezza, che portano a Vallescura, a Coppa l'Arena e alla strada-carrareccia per Montenero, di maggiore difficoltà.I tempi di percorrenza possono arrivare a non più di due o tre ore, a seconda degli itinerari scelti.
Ambienti attraversati
Estese aree interessate da una morfologia carsica di superficie rappresentata da pianori a doline di varie dimensioni, campi di pietre, campi carreggiati e diffusi affioramenti rocciosi (sull'altopiano di Montenero sì riscontra una delle più elevate concentrazioni di doline d'Italia. Si contano, infatti, fino a ottanta depressioni per chilometro quadrato); boschi misti di latifoglie eliofile, pinete di origine artificiale e pascoli d'altitudine, in questi habitat fioriscono il giglio di San Giovanni e varie specie dì orchidee. In primavera, percorrendo questi sentieri è facile osservare il volo della Poiana, del Gheppio in Spirito Santo, del Rigogolo, dell'Upupa e ascoltare il tambureggiare del Picchio verde e del Picchio rosso maggiore. Sui pianori carsici pietrosi nidificano il Culbianco, la Calandra e il raro Zigolo muciatto e sulle cime rocciose il rarissimo Codirossone. Da segnalare, altresì, l'esistenza di vecchi pagghjare e casupole in pietrame, alcune in discreto stato di conservazione, circondate dai tipici muretti a secco. In queste strutture abbandonate è facile osservare la Civetta che spesso vi nidifica.
Trascinare l'indicatore rosso (Marker) per misurare le distanze tra l'alloggio e un punto d'interesse.