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Conoscere il Gargano
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II
Gargano è una penisola nella penisola italiana,
ed è conosciuta dal gran volgo e dagli
specialisti come lo "Sperone d'Italia".
Effettivamente è un promontorio che sporge sul
fianco orientale della penisola italiana,
protendendosi nel mare adriatico.
Secondo i geologi, nella sua forma originaria il
Gargano era un'isola che precisamente nella
linea segnata dal Candelaro venne a saldarsi col
continente.
Comuni
- I comuni del
Gargano sono i seguenti: Lesina, Poggio
Imperiale, Apricena, S.Nicandro Garganico,
Carpino, Cagnano, Ischitella,
Rodi Garganico,
Vico Garganico,
Peschici,
Vieste,
Isole
Tremiti,
Mattinata,
Monte Sant'Angelo, Manfredonia, San Giovanni
Rotondo, San Marco in Lamis, Rignano Garganico.

1 -
Territorio
-
Il Gargano viene calcolato in 2015 chilometri
quadrati, comprese le aree occupate dalle due
ampie lagune di Lesina e di Varano, mentre ,
se si escludono queste lagune, la superficie è
calcolata in circa 1500 chilometri quadrati. La
lunghezza massima è di circa 70 chilometri, la
larghezza di circa 40.
L'asse geografico ha direzione da
Ovest ad Est, con vette che superano i mille
metri, come il Monte Calvo (m. 1056), il Monte
Nero (m. 1011), il Monte Signo (m. 1010).
I due cosiddetti laghi di Lesina
e di Varano sono separati fra loro dallo sperone
del Monte d'Elio (m. 252).
Osservando la natura dei terreni
del Gargano, notiamo subito che essi sono
fondamentalmente calcarei. La prevalenza dei
calcali da a tutta la regione la fisionomia
spiccatamente carsica con numerosissime doline,
grotte e caverne, e con ampi bacini chiusi, con
decorsi sotterranei, con pendii ripidi e pareti
strapiombanti.
In
varie zone del promontorio sono presenti
svariate "grave" ad apertura verticale
con acque sotterranee ed infinite grotte e
cavità orizzontali che, specialmente quelle
lungo la costa dovute in parte all'abrasione
marina, donano uno "spettacolo di bellezze
incomparabili sia per le varie strutture sia per
la molteplicità dei colori e dei riflessi dovute
a muffe speciali".(Sansone)
2 -
Etimologia
-
Molti scrittori e studiosi si sono sbizzarriti
nel cercare una plausibile etimologia del nome
Gargano con cui è designato il promontorio.
Si sono formulate le più strane ipotesi a
riguardo.
Pompeo Sarnelli, nel Seicento, faceva derivare la
parola, senza alcun fondamento, dalla voce greca
che significa "allegrezza", come a dire luogo di
delizie, perché, secondo lui, sul Gargano si
recavano, per diletto i più antichi re della
Daunia.
Altri, basandosi forse quasi esclusivamente su
una concordanza grafica e fonetica, ricorrono
alla voce persiana per-gorga, che vuoi
dire "paesi di lupi".
Non
migliore strada ci sembra abbia imboccato
Teodoro Masanotti, quando, ricorrendo ali'ebraico-fenicio,
la fa derivare da Charchar, che significa
ardore.
Non è
il caso di prendere in considerazione l'ingenua
opinione del Fontano quando vorrebbe
riallacciare il nome Gargano al padrone del toro
nella leggenda dell'apparizione di S. Michele,
alla fine del secolo
V,
quando con certezza già
da molti secoli il promontorio era conosciuto
col nome di Gargano.
Non
pochi si orientano per una etimologia della
espressione fenicio-latina Argo-Ian, cioè
nave di Giano.
I geologi pensano che il promontorio del Gargano
abbia avuto origine dal sollevarsi "per forze
endogene, d'una faglia trasversale all'Adriatico,
dal nostro continente a quello illìrico, rotta
poi da cataclisma e dal mare sul tramonto
dell'epoca terziaria, così da formare le
moltissime
isole che su quell'asse ora si
trovano, dalle Diomedee alle Dalmatine". Il
Vocino poi insiste nel sostenere la comune
origine del sistema orografico garganico con
quello dalmata.
Dalla natura geologica del
terreno dipende il fatto che le superfici a
copertura boschiva non siano molte, soprattutto
attualmente. E' degno però di menzione il bosco
o foresta Umbra, che ha un'estensione di
circa tremila ettari.
3 - Origini
- Alcuni milioni di anni fa nel periodo
geologico del Cenozoico (ha avuto una durata di
circa 65 milioni di anni), il Gargano, piccolo
corrugamento della catena Appenninica, già
emergeva dalle acque. Circa 70.000 anni fa,
nel periodo della glaciazione detta "Wurm" dal
nome di un fiume - affluente dell'Isar - della
Germania, a causa del ritiro delle acque il
promontorio Garganico, come tutte le altre
terre, era più scosceso e più tozzo e la pianura
Padana occupava il bacino dell'Adriatico fino,
quasi, all'odierna Ancona.
Il mare, circa 10.000 anni fa, alla fine della
glaciazione Wurm rioccupava le terre tracciando,
con qualche lieve variazione, i confini odierni.
Su una carta del grande geografo greco Tolomeo,
200 anni dopo C., questa terra è indicata con il
nome "Garganus". Ai giorni nostri, il Gargano si
allunga verso Est - nell'Adriatico - per circa
70 km e visto dall'alto sembra una terra, con
vita propria, avulsa dal Molise e dal resto
della Puglia. Questa particolare posizione
geografica ha dato vita ad alcune antiche e
belle leggende come quella che parla del vento
che avrebbe trasportato qui, sulle sue ali, un
meraviglioso lembo di terra strappato ad altre
terre lontane. Il lago dì Varano e il lago di
Lesina, antiche baie marine, separati dal mare
da un boscoso e sabbioso istmo,, lo chiudono da
una parte. Le coste alte e rocciose ricche di
grotte e baie lo cingono da RodiGarganico a
Manfredonia.
Da Manfredonia a Lesina la piatta pianura del
Tavoliere completa l'anello che quasi lo "isola"
e lo rende "speciale".
Il punto più alto è il Monte Calvo - 1056 m
-presso il paese di S. Giovanni Rotondo. Lungo
le coste, da Lesina a Manfredonia, sono molte le
Torri che avevano la funzione di prevenire e
scoraggiare le secolari incursioni Saracene che
portavano morte e distruzione. Un sentiero,
quasi tutto scavato nella roccia, collegava, con
gradini curve e saliscendi, questi punti
avanzati di avvistamento: tracce notevoli e ben
conservate si possono vedere in più posti.
Per frenare e respingere le continue incursioni
il Sassone Ottone I° Imperatore del Sacro Romano
Impero di Germania, chiamò in Italia. nel 900
gli Schìavoni ("Sciavi"/Slavi) soldati mercenari
dell'Alto Adriatico, che qui insediatisi diedero
vita, su antichi e precedenti siti abitati, ai
paesi di Peschici e Vico del Gargano. Queste
truppe, al soldo dei potenti, compresa la
Repubblica Veneta , continuarono ad operare fino
alla fine del 1700 quando Napoleone Bonaparte
pose fine a questa pratica mercenaria.
4 - Geologia - Per la
sua formazione geologica, in maggioranza calcare
di periodi diversi, che si può far risalire ad
oltre 150 milioni di anni fa notevoli e
straordinarie sono le manifestazioni carsiche
che interessano tutto il territorio. Ovunque
grotte, piani, valloni, cutini. Inghiottitoi,
notevole in Foresta Umbra quello detto di
"Marianna" , doline come la "Pozzatina" vicino a
Sannicandro Garnanico che raggiunge misure
notevoli: quasi 670x450m e una profondità di
quasi 130 m. Questi fenomeni e le scarse
precipitazioni piovose, una media di 800 mm
annui contro i 3000 e più mm di alcune zone del
Nord, non permettono la formazione e la
conservazione di acque di superficie di una
certa importanza. Ai piedi di Monte S. Angelo,
nella valle Carbonara, esisteva il Lago di S.
Egidio, a riempimento ciclico, che poteva
raggiungere la lunghezza di circa 2 km x circa
600 m e una profondità massima di 6 m. In
seguito per la continua diminuzione delle
precipitazioni e per un irrazionale intervento
dell'uomo scomparve nei primi, anni del 1900.
Poche e scarse sono le fonti, di superficie,
perenni; la più elevata sul livello del mare m.
419 si trova nella Foresta Umbra e porta il nome
di Fontana Sfilzi. Per capire e vivere la realtà
Garganica bisogna ricordare che la mancanza
d'acqua ha sempre condizionato, in modo pesante,
la vita di questa terra. L'acquedotto Pugliese
che porta l'acqua dal lontano Appenino/Caposele
ha risolto solo in parte, malgrado la sua
portata e la sua vasta rete distributiva, questo
grave problema. Qui, una volta, tutto dipendeva
dall'acqua piovana raccolta nelle cisterne o
attinta da pozzi, per quanto possibile, scavati
nei campi. L'irrigazione veniva fatta a mano
usando contenitori portati a spalla o a dorso di
mulo. Ancora ora molte masserie, abitate o non,
si servono di cisterne.
5 - Orografia
- La configurazione orografica
del promontorio ha impedito, specialmente per il
passato, la costruzione di buone e agevoli vie ;
e di qui l'accentuata segregazione dal resto
d'Italia.
"L'isolamento della montagna
dal resto dell'Italia e la ripidità del pendio
anche dalla parte del mare hanno fatto in tutti
i tempi del Gargano un pilastro montagnoso di
difficile accesso e vi hanno reso fiera e tenace
la popolazione, legata a tradizionali forme di
vita, dai costumi semplici e patriarcali. Dal
principio del nostro secolo, l'emigrazione prima
e le vie di comunicazione dopo, hanno aperto il
Gargano alle correnti della vita moderna e i
miti e le leggende da cui i più suggestivi
recessi della montagna erano circondati sono
scomparsi quasi del tutto, e così sono pure
scomparse le singolari forme del vestiario e le
usanze caratteristiche degli abitanti".(Colamonico)
Ï
luoghi abitati del Gargano non
sono molti, ma questo
è dovuto al fatto che, per una
estensione di circa un terzo dell'area del
promontorio, esso non è abitato. Che se noi
eccettuiamo la linea S. Marco in Lamìs,
S. Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, quasi
tutti gli altri agglomerati si dispongono lungo
il giro della costa o a poca distanza da essa.
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Il territorio garganico, località, etimologia
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