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Per il culto a Vesta scrive il Vocino che
Vieste, evidentemente, fu così chiamata per il
culto di Vesta che vi si professava.
Siponto non poteva rimanere indietro nel culto
verso gli dei, e la città ci testimonia di un
antico tempio a Diana Sipontina. Dagli accenni
di antichi scrittori si conosceva l'esistenza di
questo tempio, ma non se ne sapeva più indicare
il luogo preciso in cui sorgeva.
Questo si potè individuare con tutta certezza,
nel 1875, quando, a pochi metri dalla basilica
di Santa Maria Maggiore, detta la Sipontina, fu
scoperta una colonna con la seguente iscrizione
: "Tito Tremelio Antioco, Liberto di Tito, curò
che a sue spese fossero fatti, eretti e dedicati
il tempio e l'ara di Diana, composti di pietra
quadrata e abbelliti di opere d'intonaco, e la
statua di Diana. Sciolse così il volto di buon
animo degnamente".
Il D'Aloè fa risalire questa iscrizione agli
anni 130-100 a.C. Ma su questo tempio di Diana,
ora per gli scavi condotti dal Prof. Matteo
Sansone nel 1935 presso la chiesa Santa Maria
Maggiore di Siponto, siamo meglio informati. Lo
stesso Sansone, infatti, scrive :
"originariamente il tempio di Diana era
costituito da un ambiente absidale, con un
pavimento a mosaico in bianco e nero ; l'ara,
dedicata alla dea, si trova attualmente al Museo
Nazionale di Napoli. Lorenzo Maiorano l'ampliò
portandolo a tre navate, ne decorò le pareti con
mosaici a tessere di pasta vitrea e pietre
colorate e, inoltre, adorno il pavimento con
mosaico multicolore a disegno geometrico, il
secondo di questo tipo in Puglia del V-VI secolo
d.C. (Siponto-Trani), utilizzando anche antiche
colonne marmoree con capitelli corinzi a foglie
di acanto ravvicinate ed unite, reperto
attualmente conservato nell'Arcivescovado di
Manfredonia".
Come si vede, la basilica di S.Maria di Siponto,
inizialmente semplice trasformazione di un
tempio pagano, poi fu ampliata, senza trascurare
l'utilizzazione di preziosi pezzi dell'antico
tempio pagano. Dedicata allora a S.Michele
Arcangelo, la basilica fu decorata con
affreschi. Il Sansone può affermare che
questa basilica dei vescovi Felice e Lorenzo è
la "prima basilica paleocristiana in Puglia".
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